Lo svezzamento del bambino è una fase delicata della crescita, che desta spesso apprensione nei genitori. La preoccupazione è infatti quella di scegliere un cibo adatto e genuino, orientandosi tra le numerose proposte del mercato.

Non è escluso però che l’omogeneizzato possa essere preparato in casa, anzi, sono numerose le famiglie che optano per questa scelta, per essere sicure della qualità dei prodotti o per esigenze economiche.

A quanti mesi iniziare lo svezzamento

L’idea comune alla maggioranza dei pediatri è di iniziare lo svezzamento del bambino a 4 mesi, introducendo i cibi gradualmente, per verificare la presenza di eventuali allergie alimentari.

Si comincia con la purea di frutta in vasetto. Questo serve a far abituare il bambino a nuove consistenze e a farlo familiarizzare con il cucchiaino. Il frutto per iniziare è la pera, che contiene meno allergeni. Si passerà poi alla mela. Si inizia con l’assaggio di un cucchiaino, per aumentare gradualmente le dosi, fino ad arrivare ad un intero vasetto nel corso della giornata.

Bisogna invece attendere il quinto mese per la prima pappa, che sostituirà la poppata dell’ora di pranzo. L’alimento base della prima pappa è il brodo vegetale fatto con patata, carota e zucchina.

Man mano, intorno al sesto mese, alla pappa potrà essere aggiunta la carne omogeneizzata: anche se l’apparato gastro-intestinale del piccolo è già pronto per ricevere cibi solidi, si preferisce comunque la forma omogeneizzata perché più leggera e digeribile.

Come scegliere i migliori omogeneizzati

Negli ultimi anni, numerose sono state le inchieste delle associazioni dei consumatori relative agli omogenizzati: in America sono state trovate tracce di pesticidi, arsenico e sostanze cancerogene in alcuni omogenizzati in commercio, in Italia non sono mancate tracce di antibiotici e altri ingredienti poco chiari. Come fare quindi a scegliere l’omogeneizzato?

Sicuramente un consiglio è leggere attentamente l’etichetta, che deve presentare liste di ingredienti semplici e comprensibili. Non devono essere presenti metalli pesanti, coloranti o conservanti, Ogm o aromi artificiali.

Meglio poi che non sia presente nessuno zucchero aggiunto al prodotto, per evitare di abituare il bambino a gusti troppo dolci, che poi non gli farebbero apprezzare il sapore di altri alimenti più amari, come le verdure.

Attenzione anche al sale aggiunto all’omogenizzato: l’ideale sarebbe optare nello svezzamento per omogeneizzati senza sale tra gli ingredienti.

Come preparare gli omogeneizzati in casa

Preparare omogeneizzati in casa offre l’indiscutibile vantaggio di utilizzare prodotti di stagione, dei quali si conosce la provenienza. È importante scegliere sempre prodotti biologici che non contengano pesticidi.

Un altro vantaggio è legato al risparmio sia economico che di inquinamento ambientale: omogeneizzati prodotti in casa comportano meno vasetti dispersi nell’ambiente.

Per preparare omogeneizzati di carne o pesce fatti in casa bisogna avere a disposizione carne di pollo, tacchino o manzo o pesce, in base a quanto consigliato dal pediatra, brodo vegetale e acqua.

La carne o il pesce vanno tagliati a pezzi piccoli e cotti a vapore, prima di essere frullati, aggiungendo il brodo e l’acqua, poco per volta. Ottenuta la consistenza desiderata, l’omogeneizzato può essere messo in vasetto e conservato in frigo o in freezer.

Oltre alla carne, si può preparare in casa anche l’omogeneizzato di frutta: in questo caso si evita la fase della cottura e si può aggiungere qualche goccia di limone al frullato.

Per gli omogeneizzati di verdure, è importante ricordarsi di non aggiungere sale all’acqua di cottura.

Per le mamme più impegnate, una valida alternativa pratica e fai da te è l’omogeneizzato con il Bimbi, in cui, grazie all’aiuto della macchina, si otterranno risultati gustosi e genuini, ma con un notevole risparmio di tempo.