La chirurgia estetica del seno è in cima alle richieste delle donne che vogliono valorizzare la propria bellezza. Il suo successo, che non ha perso quota anche in questo periodo di crisi, non deve sorprendere: il seno, infatti, è uno dei simboli della femminilità.

Nel momento in cui si parla di chirurgia estetica e ci si sofferma in particolare sulle mammelle, è necessario chiamare in causa tre tipologie di interventi. Quali di preciso? Scopriamolo assieme nelle prossime righe.

Mastoplastica additiva

La mastoplastica additiva è il principale intervento di chirurgia estetica del seno. Il suo fine è quello di aumentare il volume delle mammelle. Quando la si chiama in causa, è necessario rammentare che può essere effettuata in day hospital (la decisione in merito spetta al chirurgo estetico, che deve valutare con molta attenzione la classe di rischio della paziente).

Le protesi utilizzate, estremamente sicure e certificate, possono essere:

  • Rotonde
  • Anatomiche

Chiaro è che, nel caso della prima tipologia di impianto, si avrà un effetto meno naturale. Per quanto riguarda le misure, è cruciale la valutazione pre operatoria: bisogna infatti prendere in considerazione diversi aspetti, come per esempio l’ampiezza del torace della paziente.

Quando si parla di mastoplastica additiva, tra le domande più frequenti rientrano gli interrogativi relativi alle cicatrici. Le attuali tecniche operatorie permettono di mascherarle molto. A dimostrazione di ciò è possibile citare le vie di accesso, che sono le seguenti: solco sottomammario, cavo ascellare, contorno dell’areola del capezzolo (in quest’ultimo frangente, si può procedere successivamente anche con l’esecuzione di un tatuaggio ad hoc per creare uniformità cromatica).

La mastoplastica additiva è molto apprezzata anche per il post operatorio rapido. In un lasso di tempo pari a circa 10 giorni si può infatti tornare al sociale e, se lo si desidera e la stagione lo permette, concedersi anche la tintarella al mare.

Mastopessi

La mastopessi è un altro intervento di chirurgia estetica del seno molto apprezzato. In questo caso, l’obiettivo è quello di risolvere il problema del tessuto eccessivamente lasso, con un atto chirurgico che molti chiamano lifting del seno. Quando si chiama in causa questo intervento, è doveroso ricordare che, nella medesima seduta operatoria, è possibile procedere anche all’impianto di protesi.

La mastopessi rappresenta un intervento molto richiesto in particolare momenti della vita delle donne. Tra questi è possibile citare il post parto o, per essere precisi, il post allattamento. I cambiamenti causati dalla gravidanza e dall’allattamento possono infatti comportare la perdita di tono dei tessuti del seno. In questi frangenti, si parla delle indicazioni perfette per la mastopessi, intervento che, di frequente, i chirurghi estetici consigliano di scegliere dopo un anno circa dalla fine dell’allattamento.

Un altro caso in cui l’intervento di mastopessi è molto richiesto è quello della forte perdita di peso che, come tutti sanno, comporta un notevole decremento della lassità cutanea in tutto il corpo, seno compreso.

Mastoplastica riduttiva

Le maggiorate erano l’ideale di bellezza degli anni 50-60. Donne meravigliosamente morbide, avevano seni prosperosi che erano considerati dei veri trionfi di femminilità. Attenzione, però: nel momento in cui le dimensioni delle mammelle sono eccessive, si può incorrere in problematiche funzionali – dolore alla schiena e peggioramento di eventuali quadri scoliotici – e psicologiche.

In questi frangenti, l’intervento di riferimento è la mastoplastica riduttiva. Questa procedura, che prevede una notte di degenza, viene definita nel dettaglio a partire dalle visite pre operatorie, che vedono il chirurgo effettuare disegni specifici utili a capire quanta cute in eccesso togliere durante l’atto chirurgico.

A seguito di quest’ultimo, la paziente deve osservare per la prima settimana riposo assoluto, evitando soprattutto movimenti bruschi con le braccia.