Una tintarella uniforme è il sogno di tantissime persone. Quest’obiettivo deve essere parametrato a diversi fattori. Tra i principali è possibile citare il fototipo.

Quando si utilizza questo termine si inquadra una classificazione, utilizzata in dermatologia, che indica la quantità e la qualità della melanina che, in condizioni normali (ossia senza un’eccessiva esposizione al sole), presente nella pelle di una determinata persona.

Tra abbronzatura e fototipo c’è un rapporto molto forte: conoscere il secondo, infatti, consente di gestire meglio la prima. Quali sono i consigli più utili al proposito? Nelle prossime righe, ne abbiamo raccolti un po’ che speriamo possano esserti utili.

Come abbronzarsi a seconda del proprio fototipo

Il titolo della sezione del nostro articolo è molto chiaro: non tutti possono abbronzarsi allo stesso modo semplicemente passando più tempo al sole. La situazione, infatti, cambia a seconda del fototipo della singola persona.

Le persone con fototipo 1, caratterizzate quindi da una pelle particolarmente sensibile e chiara, devono proteggersi di più. L’ideale, nel loro caso, è una protezione 50+ (il fatto di utilizzarla non significa non abbronzarsi).

Quando si parla del loro rapporto con il sole, si tende spesso a sottolineare che le ore centrali della giornata sono le peggiori per quanto riguarda il rischio di contagio. La situazione è un po’ diversa. Chi ha un fototipo 1 – ma anche 2 – dovrebbe proteggersi con una protezione indicata dal dermatologo per un lasso di tempo più ampio, compreso idealmente tra le 10 e le 15.

Una cosa su cui bisogna assolutamente soffermarsi riguarda il fatto che la crema non è una protezione perenne. Questo significa che la sua applicazione deve essere rinnovata periodicamente. Se si pensa di dedicarsi alla tintarella per la maggior parte della giornata, bisogna considerare il fatto di rispalmare la crema ogni 2/2,5 ore circa.

Cosa si può dire, invece, in merito all’abbronzatura dei fototipi più alti? Che, nonostante quello che si dice spesso, anche chi ha la pelle scura o tendente all’olivastro ha bisogno di proteggersi se ha intenzione di sfoggiare una tintarella uniforme.

Un capitolo deve essere dedicato al rapporto tra abbronzatura e fototipo nei bambini. A tal proposito è bene ricordare che, a parità di quantità e qualità della melanina, la loro pelle risulta molto più sensibile rispetto a quella degli adulti e, di conseguenza, con la necessità di una maggior protezione.

Informazioni generali

Detto questo, per concludere le indicazioni si possono fornire delle specifiche relative a ciascun fototipo nello specifico. Ecco quali:

  • Fototipo 1: come sopra ricordato, chi ha questo fototipo ha la pelle molto chiara, i capelli rossi o comunque molto chiari, si scotta praticamente sempre e si abbronza molto poco. Nella maggior parte dei casi, ha delle efelidi.
  • Fototipo 2: persona con la pelle chiara e i capelli biondi, si abbronza lentamente, ha molte efelidi e si scotta facilmente.
  • Fototipo 3: le persone con questo fototipo hanno una pelle con peculiarità intermedie tra i soggetti con fototipo 1 e individui con fototipo 2.
  • Fototipo 4: soggetto con pelle olivastra, si scotta difficilmente e si abbronza facilmente. Non ha efelidi.
  • Fototipo 5: la persona con questo fototipo ha la pelle scura, non si scotta praticamente mai e può arrivare a sfoggiare un’abbronzatura estremamente scura. No ha efelidi.
  • Fototipo 6: in questo caso si parla di una persona con pelle nera che non si scotta mai e che non ha efelidi.

Tornando alle protezioni, ricordiamo che per i fototipi dal 2 in poi si chiamano in causa la 30 – ideale per il viso dei soggetti di fototipo 3 che hanno già sperimentato l’esposizione al sole per qualche giorno – ma anche la 20, perfetta invece per il corpo.