Da diversi anni a questa parte, si sono affacciate sul panorama economico italiano diverse professioni che hanno permesso a tantissime persone di vivere delle proprie passioni. In questo novero, è possibile includere il caso dei titolari di IAD (Imprese Alimentari Domestiche).

La possibilità di aprirne una ha permesso soprattutto a chi ama cucinare dolci di monetizzare la propria passione. Se ti stai chiedendo come avviare un’attività di questo tipo, nelle prossime righe di questo articolo puoi trovare alcune informazioni utili al proposito.

Come aprire un’attività per vendere dolci fatti in casa

Il profumo delle torte che escono dal forno, le mani che impastano, i colori delle decorazioni. Tutto questo e molto altro è la preparazione di dolci in casa. Come già detto, oggi come oggi le persone che hanno questo hobby hanno la possibilità di guadagnare da esso.

Per raggiungere il risultato in questione, è necessario essere consapevoli delle linee guida previste dalla normativa vigente. Innanzitutto, se si ha intenzione di aprire l’attività in questione è necessario presentare la richiesta di autorizzazione da parte dell’Asl.

Inoltre, è fondamentale rivolgersi al Comune presso il quale si risiede, in modo da presentare la SCIA, ossia la Segnalazione Certificata di Inizio Attività. Si potrebbe andare avanti ancora molto a parlare degli step necessari per aprire una IAD e per guadagnare dalla propria passione per il gusto!

Essenziale a tal proposito è ottenere la certificazione HACCP e, chiaramente, formalizzare l’iscrizione alla Camera di Commercio come attività artigianale. Da non trascurare è anche l’ovvia necessità di aprire Partita IVA.

Con una IAD si possono vendere solo dolci?

Come già detto, la principale immagine che viene in mente quando si parla di IAD è quella della persona appassionata di dolci che monetizza ciò che le fa battere il cuore. La legislazione italiana permette a chi apre questa tipologia di imprese di vendere anche altri alimenti.

In questo novero è possibile includere i prodotti da forno come le lasagne, ma anche la pasta fresca fatta in casa e le conserve. Da non dimenticare sono altresì i succhi di frutta, per non parlare dei tè e delle tisane. La legge non consente di vendere bevande alcoliche.

A chi si può vendere?

Anche se le IAD sono diventate molto popolari negli ultimi anni, sono ancora tanti gli interrogativi che le riguardano e i falsi miti. In questo novero, è possibile citare il pensiero di poter vendere solo ai privati. Questo non è affatto vero! Si può infatti fare riferimento anche ad attività come bar e ristoranti.

Questo è un grande vantaggio in quanto permette di dare ai propri prodotti una visibilità a dir poco notevole senza bisogno di sobbarcarsi le ingenti spese che comporta il fatto di avere un’impresa con sede fisica. Con una IAD, si può vendere presso mercatini e fiere.

Come promuoversi

Come promuovere la propria impresa? I consigli che si possono chiamare in causa in questo frangente sono numerosi. Tra questi, rientra il fatto di tenere presenti i trend del momento non solo per quanto riguarda i cibi veri e propri, ma anche per quel che concerne il packaging. Questo significa, per esempio, scegliere contenitori per alimenti sostenibili.

Essenziale è soffermarsi anche sul ruolo dei social. A fare la parte del leone è indubbiamente Instagram. Avere un feed armonico e riconoscibile è fondamentale se si ha intenzione di spiccare in questo ambiente web.

Proseguendo con i consigli utili per promuovere al meglio la propria IAD, un doveroso cenno deve essere dedicato al customer care. Rispondere alle richieste dei clienti in maniera rapida ed esauriente, cercando di comprendere al meglio le loro esigenze, aiuta tantissimo a massimizzare il ritorno d’immagine di un’attività imprenditoriale che ha permesso a molte persone di cambiare vita.