Ci sono momenti della vita che si ricordano per sempre. Tra questi, rientra la fatidica proposta alla persona del proprio cuore. In questi frangenti, è naturale informarsi sulla scelta dell’anello perfetto. Sono diversi i punti da prendere in considerazione in tal caso. Uno dei più importanti riguarda il focus sulle montature solitario. Se ti interessa scoprire qualcosa di più in merito, nelle prossime righe puoi trovare alcune specifiche utili.

Montatura solitario: gli elementi strutturali

Siamo tutti d’accordo sul fatto che per acquistare un anello solitario perfetto sia necessario rivolgersi a un gioielliere esperto. Altrettanto vero è che, come in tanti altri casi, male non fa arrivare informati al momento dell’acquisto. Ecco perché è importante fare il punto della situazione sugli elementi strutturali della montatura del gioiello. Ecco quali sono:

  • Castone: ossia l’alloggiamento dove viene ospitato il diamante.
  • Griffes: i piccoli bracci grazie ai quali la pietra riesce a rimanere ferma sul castone.

Detto questo, possiamo cercare di capire assieme come mai la scelta della montatura non deve essere fatta a caso.

Perché si tratta di un dettaglio rilevante

Quando si sceglie un solitario, il primo pensiero che viene in mente se non si hanno sufficienti informazioni tecniche è quello di focalizzarsi sulle dimensioni della pietra. La montatura, viene in linea di massima messa in secondo piano. Questo è un grave errore! Le sue caratteristiche, infatti, possono influire tantissimo sull’estetica del gioiello. Forse non tutti sanno che, a seconda della struttura e delle proporzioni, il diamante può risultare più o meno brillante.

Chiarito questo aspetto, è doveroso sottolineare l’esistenza di diverse montature. Un grande classico è la cosiddetta Valentino. Quando la si chiama in causa, si inquadra un’opzione molto amata. Il motivo? Le dimensioni contenute. Anche nei casi in cui il diamante non è grandissimo o ha un taglio che non è il massimo del pregio, questa montatura riesce a valorizzarlo nel migliore dei modi.

Nel caso appena descritto, si ha a che fare con una montatura caratterizzata da quattro griffes. In commercio, ribadiamo, se ne possono trovare diverse altre. Qualche esempio? Le soluzioni intrecciate contraddistinte dalla presenza di sei griffes, per non parlare delle montature caratterizzate anche dalla presenza di spallette.

Come mantenere nel tempo un anello solitario

Un diamante è per sempre”: per far sì che questa affermazione sia realtà, una volta acquistato è opportuno sottoporre il gioiello a controlli costanti da parte di un gioielliere esperto. Per essere precisi, si tratta di una sorta di check up della montatura. Verificarne la tenuta nel corso del tempo è fondamentale per un motivo a cui, sbagliando, molti non fanno riferimento quanto dovrebbero. Quando si parla del diamante, infatti, si inquadra uno dei materiali più taglienti al mondo. Questo può influire sull’integrità della montatura?  Certamente sì! A lungo andare, infatti, si può avere a che fare con una perdita di spessore a livello della griffe.

Esistono anche interventi d’urgenza da non trascurare. Se, per esempio, ci si accorge che maneggiando delicatamente il gioiello il diamante si muove anche in maniera lieve, è opportuno contattare tempestivamente il proprio gioielliere di fiducia. Non bisogna preoccuparsi per il costo: si tratta di un’operazione di routine.

Si può cambiare la montatura?

La moda cambia continuamente anche per quanto riguarda i gioielli. Ciò significa che molte persone che possiedono un solitario valutano la possibilità di cambiare montatura. Si tratta di un’opzione possibile? Assolutamente sì! Altra operazione di routine per qualsiasi gioielliere esperto, consente di modificare il numero delle griffes e, nel frattempo, di procedere alla pulitura della pietra. Il risultato sarà un gioiello più splendente e con linee super trendy. Cosa dire dei costi? Che, in linea di massima, è difficile andare a spendere cifre inferiori ai 300 euro.