Tra le problematiche maggiormente diffuse tra le donne in ambito ortopedico troviamo senz’altro quello delle caviglie gonfie. Si tratta di un disturbo particolarmente diffuso, che insorge in modo particolare in caso di persone anziane oppure che hanno problematiche legate alla gestione del proprio peso corporeo.

Le caviglie gonfie sono un problema che può capitare anche durante la gravidanza e in tutte quelle persone che soffrono per colpa delle vene varicose. Nella maggior parte dei casi, tale gonfiore non è altro che una massa liquida che è legata alla ritenzione idrica e si può diffondere molto facilmente anche su piedi, polpacci e cosce. In ogni caso, si consiglia sempre di effettuare una visita con uno specialista in ortopedia.

Caviglie gonfie in gravidanza, ecco le cause

Con il passare del tempo durante la gravidanza, i liquidi hanno spesso la tendenza a depositarsi nei vari tessuti, che di solito corrispondono a piedi, caviglie e gambe, provocando non solo un ingrossamento, ma anche un vero e proprio gonfiore: in questi casi, il nome più indicato per definire tale situazione è quello di edema. Siccome un determinato accumulo di liquidi nel corso della gravidanza è del tutto normale, in modo particolare durante il terzo trimestre, ecco che viene definito edema fisiologico.

Un gran numero di donne in gravidanza si chiede come mai si possa verificare un simile disturbo. Ebbene, è presto spiegato: sì, perché le ghiandole surrenali sono portate ad una produzione maggiore di ormoni che vanno a causare la ritenzione idrica all’interno del corpo umano. Non solo, visto che pure l’utero ingrossato va a influenzare il flusso sanguigno che arriva da gli arti inferiori e si dirige verso il cuore. Quindi, tali liquidi hanno la tendenza ad accumularsi all’interno delle vene delle gambe, fino a finire in tutti i vari tessuti che si trovano tutt’intorno.

Quali sono gli ulteriori rischi

In alcuni casi, e questo è possibile capirlo solo ed esclusivamente dopo un consulto con uno specialista nel settore ortopedico, il gonfiore che si forma durante la gravidanza può essere legato ad un altro tipo di disturbo. Purtroppo, se non si tratta di semplici edemi, il rischio è che ci sia qualcosa di ben più grave, come ad esempio la trombosi venosa profonda oppure la preeclampsia.

In caso di trombosi venosa profonda, ecco che si creano dei veri e propri coaguli di sangue che finiscono nelle vene profonde in alcune zone del corpo, di solito corrispondenti agli arti inferiori. La gravidanza non fa altro che incrementare il pericolo che insorga questo disturbo in svariate situazioni.

Infatti, durante questi nove mesi di attesa del nascituro, l’organismo della mamma va a produrre un quantitativo enorme di proteine, molto più alto rispetto a quello necessario per soddisfare il normale fabbisogno della coagulazione. Con ogni probabilità tale meccanismo serve a prevenire in modo naturale un sanguinamento troppo intenso e copioso nel corso della fase del parto.

Per quanto riguarda la preeclampsia, invece, è bene sottolineare come sia la pressione del sangue che i livelli di proteine all’interno delle urine hanno la tendenza ad incrementare. Di conseguenza, i liquidi possono cominciare a depositarsi in modo massiccio, causando gonfiore non solo ai piedi, ma pure alle mani, piuttosto che al viso.

Nei casi di maggiore gravità di preeclampsia, ecco che si può arrivare perfino a creare dei danni estremamente gravi a organi come ad esempio il cervello, ma anche i polmoni, piuttosto che i reni oppure il fegato. In alcuni casi, tale situazione finisce con il causare danni perfino al bambino che la madre porta nel grembo. Infine, può insorgere anche la cellulite, con i batteri che vanno a infettare la cute e i tessuti del sottocute, portando gonfiore, ma anche rossore e sensibilità.