L’aumento di peso in gravidanza è un fenomeno biologico unico e complesso che risulta fondamentale per supportare le funzioni di crescita e sviluppo del feto.

Ma quanto peso è necessario prendere e quanto invece può essere invece pericoloso?

Quale sia l’aumento di peso appropriato durante la gravidanza è una questione che da sempre preoccupa ginecologi, nutrizionisti e mamme.

Tuttavia, l’incremento ponderale deve essere vissuto con estrema serenità dalla futura mamma e non deve essere un’inutile fonte di stress.

Esiste una notevole varietà tra la popolazione femminile riguardo il peso totale guadagnato nei mesi di gestazione.

Seppure ogni gravidanza faccia “storia a sé” ed ogni donna possieda delle caratteristiche diverse ed una storia alimentare differente è possibile individuare dei principi generali e dei modelli da seguire.

Ma alla fine quanti chili si devono prendere in gravidanza?

Secondo le ultime Linee Guida emesse dal Ministero della Salute, il peso desiderabile al termine dei 9 mesi è influenzato dallo stato nutrizionale pre-gravidico della mamma e dal suo BMI o Indice di Massa Corporea IMC (peso del soggetto espresso in kg diviso il quadrato della sua altezza espresso in metri).

In base a questo valore individuiamo quattro diverse categorie di peso e relativo intervallo di peso in cui ricadere al termine della gravidanza.

Ovviamente in caso di gravidanza gemellare il range di peso sarà superiore, come riportato nella Tabella sottostante.

BMI PRE-GRAVIDANZAAUMENTO DI PESO TOTALEAUMENTO DI PESO PER GRAVIDANZA GEMELLARE
  
SOTTOPESO BMI < 18.512.5-18 kg> 20kg
  
NORMOPESO BMI 18.5-24.911.5-16 kg16.8-24.5 kg
  
SOVRAPPESO BMI 25.0-29.97-11.5 kg14.1-22.7 kg
  
OBESITA’ BMI > 305.9 kg11.4-19.1 kg

Da questi valori si evince che minore sarà il BMI iniziale della mamma, maggiore potrà essere l’aumento di peso al termine della gravidanza.

Al contrario, se si parte da una condizione di sovrappeso o di obesità, si dovrà cercare di limitare tale incremento per evitare tutta una serie di complicazioni sia per la mamma (diabete e ipertensione gestazionale, preeclampsia o eclampsia vera e propria) che per il bambino (disordini metabolici, malformazioni congenite, aumentato rischio di parto cesareo, parto pre-termine o aborto).

Esistono diversi studi che hanno documentato l’importanza e i benefici del trattamento nutrizionale del sovrappeso gravidico sia per la mamma che per il feto. In questo caso, raccomandiamo sempre di rivolgersi a professionisti dell’alimentazione, al proprio ginecologo o al medico di riferimento e di non affidarsi al “fai da te”, meno che mai in una situazione tanto delicata come quella della gravidanza.

L’aumento di peso durante i 9 mesi non sarà necessariamente lineare e non è detto sia uguale ad altre gravidanze già avute.
Ricordiamo che nel primo trimestre la donna potrebbe essere soggetta a nausee o scarso appetito che potrebbero ridurre l’incremento di peso; mentre col passare delle settimane, sarà l’ingombro del pancione a rendere più difficoltoso il consumo dei pasti.
Nel secondo e nel terzo trimestre esiste un aumentato fabbisogno calorico, legato alla crescita del feto e all’aumento delle sue necessità energetiche, tale da giustificare il maggior aumento di peso della mamma in queste settimane di gestazione.

Distribuzione del peso in gravidanza

Chiaramente non tutto il peso messo in gravidanza è imputabile al bambino e inoltre non esiste una correlazione diretta tra il peso del neonato alla nascita e i chili presi dalla mamma.

Pertanto, dal peso della mamma non è possibile determinare quale sarà quello del bambino al momento del parto.

Il peso messo dalla mamma viene distribuito in buona parte sulla pancia ed è determinato dal peso del feto, della placenta, dell’utero e del liquido amniotico, ma durante la gravidanza si verifica anche un aumento del volume plasmatico, dovuto ad un aumento della portata della circolazione sanguigna ed un aumento della ritenzione di liquidi oltre che del grasso sottocutaneo.

Questo aumento di grasso è quello che rappresenta le prime risorse energetiche che la mamma utilizza durante il puerperio e per dare avvio all’allattamento.

L’alimentazione in gravidanza

Perché è importante curare l’alimentazione della mamma in gravidanza?

Il modo in cui la madre si alimenta durante la gravidanza non solo favorisce la crescita in volume e dimensioni del feto, ma andrà a condizionare e determinare il profilo metabolico del bambino nel corso della sua vita.

L’ipernutrizione potrà portare a tutta quella serie di problematiche e complicanze che abbiano elencato in precedenza che riguardano sia il decorso della gravidanza che la salute della mamma e che potrebbero predisporre il bambino al futuro sviluppo di disordini metabolici o della sindrome metabolica vera e propria.

Un eccessivo aumento di peso è comunque quasi sempre dovuto ad una condizione di iperalimentazione, spesso legata a stress o insonnia che portano la mamma a piluccare per la maggior parte del tempo o si evidenzia in donne ex fumatrici in astinenza dal fumo o ancora in donne con gravidanze a rischio o gravidanze eccessivamente sedentarie.

Le donne che, invece, prendono poco peso in gravidanza sono tendenzialmente delle persone che mangiano troppo poco, magari a causa delle nausee o dell’iperemesi che condizionano il loro rapporto col cibo, oppure sono donne che continuano a fumare anche in gravidanza o che presentano problemi di malassorbimento, celiachia, diabete o patologie tiroidee non diagnosticate o compensate.

Bisogna fare attenzione perché una carenza di nutrienti si rifletterà non solo sulla crescita del feto, ma anche sulla formazione dei vari organi e apparati. Infatti, è stato visto che, specifiche carenze nelle settimane di formazione di un dato organo, hanno portato a problematiche anatomiche o funzionali in quello specifico sito.